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Microcar Tunisia

Lungo le strade del deserto

Da Varese a Tunisi a bordo di due Microcar, per sfidare gli spazi infiniti del deserto sahariano e assaporare l’emozione di un’esperienza unica.

Se dovessimo indicare un elemento che ha caratterizzato la nostra avventura in Tunisia, potremmo indicarlo nel sorriso: il sorriso incredulo di chi ha visto nascere il progetto o quello divertito dei nostri sponsor. Nel sorriso sarcastico di chi, attrezzato di fuoristrada 4X4 da 100.000 euro, ci ha visto seguire le sue tracce o quello stupito dei cammelli che ci hanno visto passare. Nel sorriso divertito dei tunisini o nel sorriso di gioia di chi ci ha visto ritornare. Possiamo certamente dire che il Viaggio, che ci ha fatto percorrere 1500 km in Tunisia, a bordo di due MC1 Microcar, attraverso strade più o meno asfaltate, piste e deserto, è stato un grande successo e un gran divertimento. Non tanto per il fatto di riportare vetture ed equipaggio a casa intatti, ma per l’idea, quasi incredibile, che ci animava: viaggiare a 45km orari.

Il team, composto da due (numero minimo per formare un team) vetture MC1 Microcar è partito da Varese  il 14 di Aprile e si è imbarcato da Genova sulla nave per Tunisi, dove è sbarcato il giorno successivo sotto una piaggia incessante. Dopo aver superato le complicatissime procedure della dogana tunisina, la mini carovana si è inoltrata verso sud, diretta a Kairouan, a circa 200km da Tunisi. Il giorno dopo sono comparsi finalmente i primi raggi di sole e, con rinnovato spirito, abbiamo puntato le scatenate microcar decisamente verso sud: Gefsa, Tozeur, Nefta fermandoci solo davanti la frontiera con l’Algeria.

Qui l’idea di affrontare nuovamente una dogana tunisina ci ha fatto cambiare direzione, facendoci puntare verso Douz dove abbiamo avuto il battesimo con il grande protagonista della nostra avventura: il deserto! Travolti da una sete di conquista abbiamo deciso di affrontare l’impensabile: Ksar Ghilane, vale a dire 100 km di piste lungo la mitica pipeline che corre decisa in direzione Sud fino alla Libia.

Dopo circa 3 ore di guida su terreno accidentato, che avrebbe messo a dura prova ben altro tipo di veicoli, abbiamo raggiunto Ksar Ghilane, una bellissima oasi tipicamente sahariana, situata al limite fra l’hamada, il deserto sassoso e l’erg, famosa per la sua sorgente di acque calde e per essere meta di gran parte dei raid tunisini.

Non contenti di aver già raggiunto una metà così ambiziosa, ben al di là delle nostre aspettative, ci siamo lanciati in pieno deserto, cercando di conquistare il mitico fortino della legione straniera nascosto a qualche chilometro dall’oasi, tra le dune rosse più alte del Sahara. Dopo circa un’ora siamo riusciti nella nostra impresa, piantando la bandiera della Microcar tra gli sguardi allibiti di un gruppo di turisti che avevano raggiunto il luogo con i cammelli: la leggerezza si è rilevata un fattore vincente per superare le dune ed arrivare laddove solo questi animali e costosissimi 4×4 regnano sovrani.

A questo punto il viaggio, dopo averci regalato esperienze incredibili, paesaggi indimenticabili, la gioia di arrivare ben oltre alla metà prefissata, poteva essere quasi considerato terminato: non rimaneva che puntare le nostre “grenouilles du desert”, ossia le raganelle del deserto, come erano state simpaticamente rinominate le nostre vetture dagli amici tunisini, sulla strada del ritorno. Matmata, Sousse, Hammamet, Tunisi, e infine, dopo aver percorso circa 1.700 km, Varese.
Ripensando al viaggio oggi viene da chiedersi quanto il fatto di viaggiare a 45 km abbia influito sull’esperienza vissuta: sarebbe stato meglio a 90 all’ora? E a 120? Abbiamo sofferto il fatto di avere solo 5CV? Non credo proprio. La vera emozione di questo viaggio, come di tutti i viaggi, nelle sue espressioni più intense, i colori della terra che cambia, i visi della gente, gli odori, ci sono state regalate lentamente, molto più lentamente di una viaggio fatto con altri mezzi, ma proprio per questo le sensazioni sono state più forti, mentre abbiamo avuto il tempo di goderci la simpatia della gente che ha accompagnato il nostro passaggio. In questo caso la velocità non è stato un limite ma l’opportunità magica per scoprire cose nuove, per riscoprire la libertà di potersi spostare e la tranquillità di poterne godere.

E quando penseremo in futuro a questa esperienza, potremo farlo in un solo modo.
Con un sorriso.

 

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